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SECONDO POSTO PER IL CORO DI VOCI BIANCHE VOGLIAM CANTARE

 Portare un repertorio di canti popolari ad un concorso nazionale potrebbe sembrare azzardato. Ma quando le nostre insegnanti ci hanno proposto di parte­cipare al 43° Concorso Corale Nazionale “Città di Vittorio Veneto”, che per molti di noi sarebbe stato l’ultimo nella categoria voci bianche, l’idea di portare un repertorio sacro ci sembrava più qualificante. Ciò però significava escludere da que­sta speciale e costruttiva esperienza il gruppo dei più piccini che ancora non padroneggia gran parte del repertorio sacro.

Così abbiamo rispolverato il repertorio del canto popolare trentino, quelle belle e dolci can­zoni che, ogni tanto, i nonni ci cantano ancora. Quei canti che uniscono tre generazioni.

Le canzoni che si cantavano in macchina durante un viaggio, salendo un sentiero o attorno al fuoco del caminetto con gli amici in montagna. Dov’è finito tutto questo? Non si sentono  frequentemente, il dialetto ormai “l’è nà en malora”, ma è il nostro patrimonio.

In Trentino ci sono cori maschili che cantano questi canti, ma se non si trasmettono alla gioventù andranno persi per sempre.

Così domenica 25 maggio alle ore 10 toccava a noi. Eravamo il primo coro nella categoria B, pro­getto-programma riservato a cori di voci bianche.

L’emozione era fortissima, anche perché conoscevamo già il calibro di uno dei cori partecipanti, incontrato lo scorso anno al concorso di Quartiano che ci aveva visti vincitori davanti a loro per pochi punti.

Il loro programma prevedeva alcuni pezzi da “Friday afternoon” op.7 di Benjamin Britten. Aiuto!!! Abbiamo pensato, questa volta non c’è storia, ma qualche piccolino del coro è venuto a spronarci. “Ma siete sempre voi che ci dite, mai arrendersi, è l’ultima occasione che avete, forza possiamo farcela”! E così con il nostro solito motto “smile and sing”, accompagnati con grande professionalità e musicalità al pianoforte da Bruno Rattini e al flauto dalla sorella Emilia, abbiamo cantato nella bellissima Aula Magna del Seminario Vescovile. Cominciando con la dolcezza de “La Madonina” di Moser, e passando alla “Ninna Nanna” di Dionisi, al “Son tre noti che non dormo”  di Kučera, a “La banda”  di Deflorian, a “La Villanella” di Goitre-Magnani per finire con uno dei canti che amiamo particolarmente, “La Dosolina” di Vettorazzi.

Alle ore 12 e 5 minuti la giuria, avrebbe proclamato i vincitori, ma prima di conoscere il ver­detto finale abbiamo dovuto attendere quasi le 13.00, e l’ansia saliva, anche perchè dopo aver ascoltato gli altri quattro cori ci siamo resi conto che la scelta era difficile.

Alle 12 e 40 la segretaria del concorso ha proclamato i vincitori: 3° posto al….. coro gli “Harmonici” di Bergamo, secondo posto al….. coro di voci bianche “Vogliam Cantare” di Trento, e qui ab­biamo usato la voce impropriamente urlando e fe­steggiando come i matti, ma per quei brevi istanti ci voleva. E 1° posto al….. coro “Kraški Cvet”   di Trieste.

Resterà una delle giornate da ricordare in modo speciale nella nostra vita, due anni dopo il bronzo,  un anno dopo l’oro, abbiamo guadagnato anche l’argento a Vittorio Veneto che assieme al Concorso Guido d’Arezzo è uno dei concorsi di più lunga storia in Italia.

Nel pomeriggio al Teatro “Lorenzo Da Ponte” si e tenuta la premiazione e il concerto dei vincitori.

Nel momento in cui la “Vittoria Alata” del secondo classificato veniva consegnata alla nostra maestra dal M° Mario Mora la nostra gioia è esplosa. Siamo veramente orgogliosi di aver rappresentato con il canto popolare la città di Trento, essendo tra l’altro l’unico coro polifonico amatoriale di voci bianche in città. Il repertorio popolare è stata la scelta giusta!

Anche questa esperienza si è conclusa positivamente. Noi più grandi siamo un po’ tristi perché è stato l’ultimo concorso per la categoria voci bianche al quale abbiamo potuto partecipare, ma sappiamo che conti­nueremo come giovanile, e comunque ci sarà sempre il coro di voci bianche con quei “pic­coletti”, che alla fine tanto piccoletti hanno dimostrato di non essere.

 

Giulia De Cet e Laura Ciurletti

        coriste del coro giovanile